L’osteopatia e l’ipertrofia prostatica benigna | Osteopata Chiggiato

L'osteopatia e l'ipertrofia prostatica benigna

14 novembre 2012, Comments: 2

Al termine del percorso formativo in osteopatia mi è sembrato naturale dedicare la mia tesi e i conseguenti studi e applicazioni sperimentali al campo dell’urologia, e in particolare al noto problema dell’Ipertrofia prostatica benigna.
Questo tipo di patologia si colloca tra le più comuni malattie maschili correlate con l’invecchiamento. In Italia sono oltre 6 milioni (20 milioni in Europa) che soffrono di ipertrofia prostatica benigna.
Si tratta di persone con più di 60 anni in un caso su due e di ultra 85enni nel 90 per cento dei casi. Studi dimostrano che attualmente il 40,5% di questi uomini soffre di sintomi che necessitano di cure del tratto urinario inferiore e il 26,9% ha un ingrossamento della prostata (dati ISTAT 2005).
Si stima che nel 2025, nel mondo, un uomo su quattro avrà più di 65 anni e in Europa saranno 15 milioni gli uomini over 75.
Attualmente le terapie efficaci per il trattamento della patologia prevedono un approccio di tipo farmacologico e/o chirurgico, ma i miei studi hanno dimostrato che un trattamento osteopatico è possibile e auspicabile.

ABSTRACT TESI

Obiettivo:
Valutare se il trattamento osteopatico influenza i sintomi del basso tratto urinario (LUTS) causati da Iperplasia Prostatica attraverso l’utilizzo dell’International Prostate Symptom Score (IPSS ), dell’ecografia per valutare il ristagno post minzionale (RPM) e dell’Uroflussometria (UFM)
Disegno dello studio:
Non randomizzato con follow-up un mese successivo l’ultima seduta osteopatica.

Metodi:
Nel periodo compreso tra il 4 Maggio 2011 ed il 20 Luglio 2011 sono stati sottoposti a trattamenti osteopatici 13 pazienti di età compresa tra i 55 e 77 anni (età mediana 69 ; 8<r.i.<11) con diagnosi clinica di Ipertrofia Prostatica Benigna in attesa di intervento chirurgico di TURP.
Per ogni paziente sono stati prospetticamente raccolti i dati anagrafici, anamnestici e clinico-strumentali attuando un periodo di sperimentazione di circa tre mesi con trattamenti a cadenza settimanale per un numero di 6 settimane
Per ogni paziente sono stati valutati IPSS, RPM, UFM a tempo zero, IPSS al termine dei trattamenti e IPSS,RPM,UFM ad un mese dal termine dei trattamenti.

Risultati:
UROFLUSSOMETRIA
Per quanto concerne i parametri uroflussometrici si evince che ad inizio trattamento 11 pazineti si presentavano con parametro di flusso compatibile con ostruzione cervico-uretrale e 2 nella norma, mentre per quanto riguarda la morfologia del tracciato per 13 pazienti risultava irregolare.
Ad un mese dal termine del trattamento, per i parametri di flusso circa il 50% dei pazienti ha avuto un miglioramento e di questi il 70% sono rientrati in parametri di norma; per quanto riguarda la morfologia della curva 13 pazienti presentavano un tracciato irregolare di cui 5 migliorato ed 1 peggiorato.
IPSS
Il valore medio di IPSS ad inizio trattamento era di 15,69 ± 5,2, al termine risultava pari a 10,08 ± 5,04 e ad un mese dalla fine era di 11,31 ± 6,88 (p=0,0655).
Da rilevare la risposta 1 di ciascun paziente che ad inizio trattamento risultava pari a 2,62±1,66; al termine di 1,46±1,12 e ad un mese di 0,91±1,03 con significatività statistica p=0,0047.
Da segnalare le medie della risposta sulla qualità della vita di ciascun paziente ad inizio trattamento che risultava di 3,77±0,83, al termine di 3,0±1,58 e ad 1 mese di 2,92±1,49 (p=0,0877).
Ad inizio trattamento 1 paziente indicava una lieve sintomatologia, 8 moderata e 4 severa ; a fine trattamento 3 pazienti lamentavano sintomatologia scarsa, 9 moderata e 1 severa; ad un mese dal termine dei trattamenti 5 pazienti lamentavano sintomatologia scarsa, 7 moderata e 1 severa.
RPM:
La valutazione del ristagno post minzionale (RPM) evidenziava che ad inizio trattamento il valore di RPM medio era 84,54 (d.s.±86,11) mentre dopo un mese dal termine il RPM medio era 66,54 (d.s.±54,21).
L’ODDS RATIO del caso preso in considerazione era pari a 1.371.

Conclusione:
Prendendo in considerazione la globalità dei dati si rileva un evidente miglioramento di tutte le variabili analizzate, anche se con una significativià statistica molto diversificata.
Ulteriori studi sono comunque necessari.

2 responses on “L’osteopatia e l’ipertrofia prostatica benigna

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