Trattamento osteopatico del pavimento pelvico | Osteopata Chiggiato

Trattamento osteopatico del pavimento pelvico

2 settembre 2016
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IL PAVIMENTO PELVICO: RICHIAMO ANATOMICO

Il pavimento pelvico è una struttura a forma di losanga delimitato anteriormente dalle branche ischio pubiche e posteriormente dai legamenti ischiatici: divide la pelvi in una parte superiore ed una inferiore detta perineo che racchiude tutti i tessuti molli compresi fra il diaframma uro-genitale e il sottocutaneo sovrastante. Detta losanga è composta da due triangoli congiunti in corrispondenza della base formando un triangolo aperto all’interno della pelvi. I due triangoli corrispondono al perineo anteriore e a quello posteriore. Il pavimento pelvico è costituito da:
• diaframma pelvico;
• diaframma urogenitale;
• strutture fasciali e legamentose.

DIAFRAMMA PELVICO

Diaframma Pelvico

Costituito dai muscoli:

  1. elevatore dell’ano composto dai seguenti muscoli:
    1. pubo-rettale
    2. pubo-coccigeo
    3. ileo-coccigeo
  2. ischio-coccogeo
  3. otturatore interno
  4. piriforme

Nasce in parte dalla faccia posteriore del corpo del pube e corre indietro su un piano sagittale verso il coccige e, per la quota restante, dall’arco tendineo dell’elevatore che va dal pube verso la spina ischiatica attraverso la fascia otturatoria. Alcune fibre circondano gli sfinteri e si uniscono alla muscolatura intrinseca di tali organi.

DIAFRAMMA UROGENITALE

Diaframma urogenitale

È posto al di sotto del m. elevatore dell’ano e nella parte anteriore a comporre il perineo anteriore e presenta un foro centrale attraverso il quale passano e trovano ancoraggio uretra e vagina. A livello muscolare comprende i muscoli:

  1. bulbo-cavernoso
  2. traverso superficiale del perineo
  3. traverso profondo del perineo (con fibre per il m. trasverso della vagina e lo sfintere striato dell’uretra)
  4. sfintere liscio dell’uretra
  5. ischio-cavernoso in continuità posteriore attraverso il centro tendineo del perineo col m. sfintere esterno dell’ano.

 

STRUTTURE FASCIALI E LEGAMENTOSE DI RINFORZO

All’azione di sostegno partecipano alcune lamine aponeurotiche, legamenti e fasce connettivali:

  • a. aponeurosi perineale superficiale;
  • b. aponeurosi perineale media;
  • c. aponeurosi perineale profonda (costituita dagli elevatori dell’ano e dal connettivo sottoperitoneale).
  • d. Legamenti di sospensione: pubo-prostatici, pubo-vescicali
  • e. Fascia vescicale o vescicodurale che mette in connessione le strutture connettivali della vescica con la dura madre cranica.
  • f. Legamenti ombelicali laterali
  • g. Legamenti vesciali anteriori e sottopubici che collegano la faccia posteriore della sinfisi pubica alla base della vescica, legamenti-muscoli pubo-vescicali e nel maschio anche la prostata, legamenti pubo- prostatici.
  • h. Legamenti vescicali posteriori che delimitano, da ciascun lato, il cavo rettovescicale.
  • i. Nella donna la fascia endopelvica, avvolgendo i visceri, crea dei legmaneti quali:
    1. Legamenti uterini
    2. legamenti rotondi
    3. legamenti larghi
    4. legamenti utero sacrali e cardinali di Mackenrodt
  • j. Nella donna anteriormente alla vagina si presenta la vescico-vaginale e posteriormente alla vagina la fascia retto-vaginale di Denonvilliers che separa la vagina dal retto

 

I LEGAMENTI SONO SOTTO CONTROLLO DEL SNV

È interessante notare che i legamenti sono soggetti al controllo ormonale e quindi sottostanno alla regolazione data dal SNV. In particolare nella donna, l’apparato ginecologico( questo è un discorso che vale per tutti gli organi, anche nel maschio), è quello che risente della variabilità secondo lo status neurovegetativo di base, per cui avremo che durante il mese la donna avrà momenti di lassità e momenti di rigidità indotta dalla situazione ormonale(ne è esempio il previsto fenomeno pre-gravidico: ogni mese, al 27° giorno del ciclo, normalmente, per 24-48 ore diciamo che la sinfisi pubica, le articolazioni sacro-iliache, le articolazioni sacro-coccigee, le coxe saranno enormemente più mobili per rilasciamento di relaxina in circolo, ragion per cui il concetto di legamento va superato dal punto di vista meccanico mentre andrebbe visto come un vero e proprio organo.

FUNZIONI DEL PAVIMENTO PELVICO

  • • SUPPORTO: assieme alle ossa del bacino e di tutti i muscoli e fasce che vi si inseriscono fornisce un supporto contro gravità dei visceri pelvici e indirettamente, mantenendo equilibrate le pressioni addominali, anche dei visceri addominali.
  • • SFINTERICA: i muscoli e le aponeurosi del pavimento pelvico vanno a comporre i meccanismi sfinteriali dell’apparato urologico, genitale e intestinale.
  • • SESSUALE: le strutture muscolari e vasculo nervose consentono il corretto funzionamento dell’apparato genitale.

 

RIASSUNTO FISIOPATOLOGICO

Possiamo suddividere le problematiche del pavimento pelvico in 2 gruppi di disturbi:

COMUNI EFFETTI SOMATICI DIRETTI

  1. Problematiche funzionali dei visceri del piccolo bacino
  2. Incontinenza (urinaria e/o fecale)
  3. Ritenzione urinaria
  4. Disfunzioni sessuali
  5. Ptosi viscerale (vesciale, rettale, uterina)
  6. Infiammazioni degli organi pelvici (vulvodinie, prostatiti)
  7. Dolore pelvico cronico
  8. Mialgia tensiva

ALCUNI EFFETTI SOMATICI INDIRETTI:

  1. Psoas e diaframma toracico
  2. Problematiche funzionali dei visceri del piccolo bacino
  3. Disordini posturali, fino a delle false dismetrie d’arto con sindromi associate
  4. Punti trigger miofasciali nella parte bassa dei retti dell’addome
  5. Disfunzioni del bacino e della colonna
  6. Cefalea ed emicrania muscolo-duramerica

 

IL PAVIMENTO PELVICO COME UN CONTINUUM FASCIALE

A livello fasciale possiamo pensare la fascia in 2 modi:

  1. struttura di rivestimento, di legame e di scorrimento che mette in comunicazione, protezione e nutrimento altre strutture quali organi, muscoli o ossa
  2. possiamo pensarla come tutto ciò che è tessuto connettivo di origine mesodermica per cui imbricata nella costituzione , sostegno, veicolazione e nutrimento di qualsiasi cellula del corpo, basti pensare che il tessuto connettivo è morfologicamente composto da vari tipi di cellule tar cui ricordiamo i fibroblasti, i leucociti, gli adipociti, gli osteociti ecc) immersi in un abbondante materiale intercellulare chiamato MEC (matrice extracellulare) sintetizzato dalle stesse cellule.

Per tale ragione, se il sistema fasciale organizzato in aponeurosi o fogli di rivestimento è strettamente correlato al sistema di tensegrità muscolo scheletrico, il sistema fasciale connettivale non ha delimitazioni ma mantiene nella sua costituzione le caratteristiche strutturate quali collegamento continuo, direzione e responsività alle informazioni meccaniche di sollecitazione. Ne deriva che la correlazione macroscopica tra fascia e muscolatura e scheletro e visceri è molto forte e si può ripercuotere anche a distanza attraverso le catene miofasciali tanto che le tensioni che potrebbero instaurarsi a livello pelvico a causa di infiammazioni, cicatrici, disfunzioni funzionali muscolari o di organo possono distribuirsi anche in periferia e andare a variare la postura, piuttosto che la funzionalità articolare, piuttosto che generare squilibri della colonna (tensione sacrale e lombare che si ripercuote sulle altre vertebre) piuttosto che generare cefalea ed emicrania (tensione della dura madre sacrale che si ripercuote fino a livello cranico), piuttosto che creare difficoltà respiratorie (azione diretta sul diaframma toracico dovuta dalle variazioni di pressioni addominali o della loro direzione di sfogo) per citare alcune correlazioni. Più profondamente, se prendiamo in considerazione la fascia come tutto quello che è tessuto connettivale, se si instaurano disordini del pavimento pelvico ricondotto a disordini del connettivo intrinseco alle cellule che lo compongono, si può pensare che le ripercussioni si traferiscano su un livello cellulare metabolico, funzionale e di crescita e sviluppo. Tutto quanto detto è vero anche al contrario, ovvero una disfunzione in altra sede può generare problematiche del pavimento pelvico per le stesse motivazioni sopraelencate.

COSA FA L’OSTEOPATIA

Per le problematiche del pavimento pelvico, ma così avviene per qualsiasi problematica dell’intero corpo, la valutazione osteopatica proprio per i suo principi e per le motivazioni precedentemente descritte, parte da una valutazione globale alla quale seguirà una valutazione distrettuale specifica.

La valutazione ed il trattamento globale prenderà soprattutto in considerazione la valutazione delle seguenti strutture:

  • • IL CRANIO: il sistema urogenitale è sotto influenza dell’asse IPOTALAMO-IPOFISI spesso associati a fissazioni della sincondrosi sfenobasilare o delle suture occipito-parietali o occipito-mastoidea
  • • VERTEBRE CERVICALI,CLAVICOLA E PRIMA COSTA segmenti in relazione col GANGLIO STELLATO e la TIROIDE
  • • VERTEBRE DORSO-LOMBARI (D10-S5) in correlazione ai gangli ortosimpatici e al parasimpatico sacrale che innervano l’apparato urogenitale, intestinale e muscolo scheletrico di distretto.
  • • ARTI INFERIORI con fissazioni solitamente alle articolazioni peroneo-tibiali,scafoide, quinto metatarso
  • • FEGATO come struttura implicata nella regolazione ormonale Il fegato infatti è responsabile nella secrezione di ormoni nel torrente ematico e svolge un ruolo vitale nella concentrazione di glucosio nel sangue; è inoltre responsabile della secrezione di proteine e di aminoacidi, come l’epcidina e angiotensina, cruciale per il buon funzionamento del sistema immunitario e la circolazione sanguigna. Il fegato elimina ormoni attraverso la bile , in modo che una sovrabbondanza di certi ormoni, come ad esempio androgeni ed estrogeni, non si accumulano nei tessuti del corpo e causare escrescenze anormali, come fibromi uterini e cisti ovariche e del seno. Il fegato ha un ruolo importante per le sue connessioni fasciali e aponeurotiche con la vescica e di continuazione con la prostata
  • • RENE E SURRENE in relazione al fatto che un eccesso di metabolismo surrenalico (spesso in correlazione con un situazione di stress emotivo-situazionale) può provocare un aumento di una piccola quantità di androgeni (deidroepiandrosterone o DHEAS)
  • • DIAFRAMMA TORACICO per la stretta corrolazione col diaframma pelvico

La valutazione ed il trattamento specifici del pavimento pelvico prevedono la valutazione di:

  • • BACINO, SACRO E COCCIGE come costituenti ossei e articolari del pavimento pelvico, nella loro biomeccanica funzionale
  • • DIAFRAMMA PELVICO E UROGENITALE, quest’ultimo soprattutto come regolatore delle pressioni addominali e permittente al corretto afflusso/efflusso vascolare. LA valutazione prevede un accurato studio delle strutture muscolari e fasciali e loro funzionamento
  • • VISCERI DEL PICCOLO BACINO per valutarne mobilità e motilità ad influenza sul pavimento pelvico

 

Il trattamento osteopatico si completa con la collaborazione di altri specialisti per la valutazione in caso di propria patologia (specialista ginecologo, urologo o colonproctologo), per la riabilitazione funzionale attiva (fisioterapista) seza trascurare l’aspetto nutrizionale per riequilibrare il metabolismo in toto e ridurre lo stato infiammatorio che spesso si viene a creare.

 

Bibliografia

  1. Still, A. T., Filosofia e Principo Meccanici ell’Osteopatia, Castello Editore, 2000
  2. AA.VV, Trattato di Anatomia Umana,Vol.2, Milano, Ed.Ermes 2007
  3. Serge Paoletti, Le Fasce,E.S.O.M.M.,2003
  4. AA.VV, Trattato di Anatomia Umana,Vol.3, Milano, Ed.Ermes 2007
  5. Barral JP.,Mercier ,Manipolazione Viscerale 1, Milano,Castello Editore, 2006
  6. Barral JP., Manipolazione Urogenitale,Castello Editore , 1993
  7. Tricot P., Osteopatia fasciale Approcio e Tecniche tissutali per un’osteopatia della coscienza, Marrapese Editore, 2002

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